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Capodimonte nel Lazio

Capodimonte peasino del lazio è organizzato nei due nuclei urbani il borgo e la parte nuova.
Il borgo, di ispirazione medioevale, è posto sul promontorio che discende sul lago, in cui sono innalzate la Rocca Farnese, visitabile per appuntamento con i titolari, la chiesa collegiata, dov’è adorata la figura della Madonna delle Grazie, attribuita secondo alcuni critici all’abile pittore napoletano Sebastiano Conca, il palazzo Borghese, oggi sede del comune ed il palazzo Puniatowski, costruito probabilmente su progetto del Valadier.
La zona nuova è cresciuta maggiormente nella pianura sottostante, di fronte al lungolago, nei pressi della passeggiata e della spiaggia, destinazione estiva di tanti turisti anche stranieri e amato per i fondali sicuri, l’ombra rinfrescante dei platani ivi piantati e per la pulizia dell arenile, assicurata da una dispositivo pulitore sempre attivo.

In ogni modo al considerevole sviluppo urbanistico, formato per lo più da seconde case, è contrapposto una riduzione demografica naturale prodotta principalmente da un spostamento migratorio negativo diretto verso Roma, non riscontrato da importanti flussi immigratori.
La popolazione residente varia intorno alle 1720 persone di cui circa 230 circa minorenni e 570 ultrasessantenni.

Il turismo di massa è abbinato da quello ambientale culturale, avantagiato oltre che dal clima e dalla bellezza intatta dei luoghi, anche dalle attrazioni storiche, folcloristiche e artistiche.
Per questo ragione il turismo è uno dei settori più importanti e, sebbene in permanente sviluppo, non è ancora corrispondente alle reali potenzialità del territorio in quanto intralciato fortemente da una limitata capacità ricettive del territorio, che attualmente possono ospitate circa 550 persone, alloggiate nel campeggio comunale (500 persone), in fase di ristrutturazione, nell’albergo del paese, nella casa per ferie e nell’agriturismo disponibili.

I locali pubblici e commerciali pur dipendenti dall’trend turistico stagionale sono comunque una fonte rilevante di reddito, rappresentando la particolare caratteristica della struttura commerciale provinciale composta da attività di piccole dimensioni prevalentemente a conduzione familiare.
Basilare nel contesto dell’economia locale è l’attività agricola svolta da piccole aziende a conduzione diretta, con produzioni per impiegato piuttosto elevate, a dispetto dell’estrema suddivisione della proprietà, che sostenta però una discreta produzione commerciale di vino (piuttosto apprezzati i D.O.C. cannaiola ed Est Est Est), e inoltre di olio, ortaggi e cereali.
Degno di nota è anche il mercato dei articoli zootecnici, per lo più derivati dall’allevamento degli ovini.

In ogni modo il tipico paesaggio agricolo, contraddistinto principalmente dalla coltivazione della vite e dell’olivo tende progressivamente a variare per la lenta decadenza di tali coltivazioni che sono rimpiazzate con colture più agevolmente lavorabili con strumenti meccanici e quindi è sempre più marcato il processo di abbandono della collina.
L’artigianato conserva proporzioni abbastanza modeste, suddiviso in piccole aziende, che tuttavia non sono capaci di imporsi nel mercato per la mancanza di qualificazione ed originalità.

Oggi è quasi sparita l’attività della pesca professionale che nel passato aveva rilevante importanza economica; invece la pesca sportiva attira molti appassionati per la buona presenza di pesce.
I pescatori professionisti rimasti adoperano tuttora le tradizionali imbarcazioni di forma triangolare e con il fondo piatto con i remi posti asimmetricamente che sono attraccate nel porto turistico, dove è possibile fare escursioni attorno alle isole e visite accompagnate all’isola Bisentina.
Nel porto è stata installata una fontana, a cura della Pro Loco, da cui fuoriesce acqua fino ad un’altezza di oltre venti metri.

Il reddito medio per residente è sufficientemente elevato confrontato con la media provinciale ed pure gli indici dei livelli di vita e delle qualità sociali sono più alti della media nazionale.
A proposito delle tradizioni ed il folclore, oltre alla già nominata sagra del Coregone, viene celebrata a metà agosto la festa di San Rocco, quando vengono organizzate festeggiamenti tra cui i fuochi d’artificio sul lago e nella quarta domenica dopo Pasqua, la festa della Madonna delle Grazie con la tipica infiorata del Centro Storico.

Nei ristoranti e nelle trattorie del centro di Capodimonte è possibile gustare alcune specialità gastronomiche locali e le diverse pietanze basate sul pesce del lago:

  • primi piatti: pasta in brodo con uova di tinca, zuppa di pesce di lago e l’acquacotta del pescatore (in gergo sbroscia);
  • secondi piatti: filetti di persico, frittura di lattarini, carpa arrosto, anguilla marinata o alla vernaccia, coregone al cartoccio, e molti altri.