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Sorrento in Campania

La città di Sorrento in campania è costruita sulla grigia roccia tufacea, e attorniata dalla bianche colline di calcare colorate dal verde degli uliveti e dal giallo e l’arancione degli agrumeti. Sorrento deriva il suo nome dall’antico "Surrentum", forse legato al mito delle sirene di Omero. Abitata fin dalla preistoria fu colonizzata, come testimonia un’iscrizione trovata alla Punta della Campanella, da razze italiche.

La struttura urbanistica della Città è suddivisa in "insulae", caratterizzata da strade a croce (denominati decumani e cardi), ricorda il modello greco di Ippodamo di Mileto: tuttavia alcune contraddizioni con il classico tracciato ippodameo fanno pensare che la pianta della Città sia stata tracciata da un progettista romano.
Le rovine delle ville romane sulla costa, i numerosi resti archeologici conservati nei musei e continuamente ritrovati, dimonstrano che Surrentum fu residenza preferita del patriziato romano. Questo è anche testimoniato dagli scritti di Stazio e nella "encicolopedia" dell’antichità - Naturalias Istoria in cui Plinio ne decanta la qualità del vino.

In seguito alla dominio romano, la terra fu formalmente governata dall’Imperatore di Bisanzio, mantenendo tuttavia una certa autonomia, come Ducato Sorrentino che ricopriva un territorio che andava dal Samo alla Punta Campanella.
Nel periodo che va dal medioevo all’età moderna, fu terra di occupazione per i vari popoli che si alternarono: normanni, aragonesi, angioini, spagnoli. Ancora oggi sono ben visibili le influenze di tali occupazioni nelle testimonianze architettoniche religiose e civili.

Verso la fine del 1800, il turismo e l’artigianato dell’intarsio e dei ricami divennero le attività economiche preponderanti.
Tra i cambiamenti pre e post rivoluzione del 1799 e gli eventi che portarono all’unità d’Italia, Sorrento fu sosta obbligata del Grand Tour italiano e destinazione favorita dell’aristocrazia europea. I racconti dei turisti come Goethe e Swinburne e più tardi di Ibsen, Heyse, Nietzsche, che a lungo vi sostarono, e il libro "Terra delle Sirene" di Norman Douglas concorsero a consacrarla come luogo ameno che allegoricamente si può spiegare di una diversa bellezza fin troppo palese, quanto astratta nella sua essenza.
L’incanto di Sorrento e delle sua persone, la benevolenza del suo clima e il fascino del suo paesaggio, insieme all’ottima dotazione di hotel e dei servizi, seguita ad attrarre turisti da ogni parte del mondo.